Camminata lungo i confini storici di Sacco PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Morini   
Mercoledì 14 Maggio 2008 10:55

Il Comune di Sacco viene aggregato al Comune di Rovereto il 18 marzo 1920.

Sacco ha una storia di grande interesse che vede nel legame con il fiume, una specifica, importante caratterizzazione.

Un borgo e il suo fiume - pur momento di festa e di svago - trova anche nella comune e cercata (ri)scoperta della memoria del luogo, materia nobile per la costruzione della comunità di oggi.

La nostra camminata, già bella paesisticamente, si arricchisce anche di questa dimensione: percorre i confini del vecchio Comune; è, in altre parole, memoria storica, percorso di un documento.

Lungo il percorso qualche cartello indica, con leggerezza, elementi di interesse: nessuna pretesa di completezza; ben altro sarebbe necessario segnalare. Solo un tentativo di svegliare curiosità e desiderio di scoprire, di guardare anche da soli, anche senza la camminata, magari ripercorrendo, tra alcuni giorni, queste stesse strade.

Forse non è inutile, allora, una qualche avvertenza. L'occhio vedrà case e strade e fabbriche ciò che in passato era ghiaie e campagna. Vedrà correre automobili e autobus su percorsi che una volta erano strette e tortuose strade di campagna percorse da qualche raro carretto. Bisognerà avere ben presenti i salti compiuti dal nostro mondo nel secolo appena finito. Solo così si potranno capire le differenziazioni anche istituzionali di ieri e l'esigenza di accorpamento che, ad un certo punto, ha preso il sopravvento.

Essere di Sacco, essere di Rovereto, ha cessato, a un certo punto, di avere significato differenziante.

Non per questo, noi crediamo, abbia perso di significato studiare il passato, le differenze di ieri. Potremo, forse, imparare qualcosa su come affrontare il cambiamento di oggi.

La perdita di senso di fattori differenzianti accettati e validi fino a ieri, potrà forse apparirci meno traumatica e, qualche volta, apportatrice anche di opportunità.


Confini dell'antico Comune di Sacco

Avendo l'Adige come solo altro confine, Sacco era una enclave del comune di Rovereto. Guardando come il territorio di Rovereto raggiungeva, a Sud, l'Adige, si direbbe che questa sorta di accerchiamento, sia stato cercato: una lunga striscia di territorio roveretano - larga circa duecento di metri - si incunea infatti in sponda sinistra del Leno tra Sacco e Lizzana.

Non abbiamo approfondito questo argomento. Certo è che l'autorità di Rovereto a ogni rischio di epidemia - e il fiume, per il traghetto e per la navigazione, era sempre visto con sospetto - era in grado di bloccare le comunicazioni con Sacco.

Altro elemento interessante, per molti una sorpresa. Sacco, risalendo in riva destra il Leno, si spingeva ben dentro a quello che, oggi, è considerato già centro di Rovereto. L'area della centrale di trasformazione di via Halbherr, era attraversata dal confine; la chiesa di Santa Maria delle Grazie era territorio di Sacco, così come una buona metà della stazione.

Il confine raggiungeva di nuovo l'Adige passando da San Giorgio: la chiesetta, però, era fuori dal territorio di Sacco.

La mappa del 1860 indica dall'altra parte dell'Adige, oltre ad Isera, anche Brancolino e Marano: vecchi comuni autonomi accorpati rispettivamente a Nogaredo (non senza un periodo con Villalagarina) e Isera. Ma questa è una storia che racconteranno in destra Adige...
Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Maggio 2008 10:57
 
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