Ogni luogo ha un racconto da proporre.Il racconto di un luogo è sempre - per chi quel luogo conosce, per chi ci è nato, per chi ci vive - un racconto affascinante. Avviene, talvolta, che il racconto sia affascinante anche per gli altri...
Questo è il racconto di Sacco:
Il nome
L'origine del nome non è certa. Si possono fare queste ipotesi, tratte dal dizionario toponomastico tridentino (Lorenzi):
Saka,saca, luogo dove si radunano materie fluitate.
Saccher, luogo di fermata o chiusa per la fluitazione del legname.
Sacco, luogo senza via d'uscita, sbocco d'un ruscello in un fiume.
Ci potremmo fermare: Sacco sorge alla confluenza del Leno nell'Adige; corsi d'acqua utilizzati entrambi per la fluitazione del legname e, quindi, tutt'e tre le possibilità elencate calzano perfettamente. Aggiungiamo un'ultima ipotesi, suggerita dal dr. R. Albertini, che ci introduce subito nella storia:
Saccus , nel latino medioevale significa anche sacco di denaro e anche fisco, cassa pubblica; e sull'Adige, a Sacco, da tempo immemorabile e per secoli, si sono riscossi pedaggi e dazi.
Prima di lasciare l'argomento, due parole sulla derivazione da sagum, sentita da più parti. L'ipotesi si rifà ad una traduzione di sagum con zattera; traduzione che però non è avvalorata dai dizionari.
Questa origine del nome di Sacco è stata anche raccontata in versi,nel 1939, dalla poetessa saccarda Speranza Magnani.
Ci dispiace quindi di dover abbandonare questa ipotesi. Per l'affettuosa poesia (che comunque noi riportiamo), e anche perchi ci sarebbe piaciuto scrivere di questa zattera/Sacco tirata in secco sulla riva dell'Adige.