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Ogni luogo ha un racconto da proporre.Il racconto di un luogo è sempre - per chi quel luogo conosce, per chi ci è nato, per chi ci vive - un racconto affascinante. Avviene, talvolta, che il racconto sia affascinante anche per gli altri...
Fluitazione e zattere
Il legname - prodotto a monte e utilizzato a valle - è merce che, sull'acqua, si autotrasporta. La fluitazione è propriamente questo: il trasporto di tronchi galleggianti lungo i corsi d'acqua. Questa modalità di trasporto era così conveniente (e, spesso, senza alternative) che, in caso di portata insufficiente, il corso d'acqua veniva sbarrato (questo particolare tipodi diga si chiamava stua): la fluitazione dei tronchi, ammassati subito a valle della stua,diveniva possibile grazie alle piene provocate artificialmente con il rilascio dell'acqua accumulata. Sembra un gioco di ragazzi: era lavoro duro, durissimo. Il legname, per secoli, raggiungerà i suoi mercati sull'acqua: solo sui corsi d'acqua minori, tuttavia, il viaggio avveniva in fluitazione libera. Sui fiumi principali, i tronchi, assiemati in zattere, venivano condotti a valle dagli zattieri (in italiano arcaico, zattera è zatta, da cui zattiere): è quella che viene definita fluitazione legata.
Il ricorso a questa più complessa modalitàdi trasporto era imposto dalla necessità di evitare, lungo il percorso, ostruzioni e ingorghi provocati dal legname stesso; e non solo: il legname in fluitazione libera era soggetto a ruberie, poteva danneggiare i ponti (per la verità rari ma, proprio per questo, preziosi) e quanto, sul fiume, era installato: mulini e traghetti. La fluitazione legata consentiva inoltre l'inviodi carichi controllati per proprietà, tipologia edimensione dei tronchi e del carico.
Un'ultima osservazione particolarmente rilevante per il nostro racconto: la zattera, oltre a trasportare se stessa, ha una residua capacità di carico. Utilizzata spesso per il trasporto di altro legno (pali, tronchi di piccola pezzatura, assi e travi prodotte da segherie di valle), questa capacità di carico si rivelerà mezzo prezioso anche per il trasporto di altre merci. Troviamo fluitazione, zattere e trasporti su zattere in molti paesi, su molti fiumi e in molte epoche, anche remote: le zattere di cui parleremo scendevano sull'Adige tra Bolzano e Verona, a partire dai primi secoli dopo il mille fino ai primi decenni del secolo appena trascorso.
L'Adige come via d'acqua
Le attività economiche, dopo il mille, entrano in una fase di progressiva espansione. Nel settentrione d'Italia, la prima facile fonte di approvvigionamento di quella materia prima indispensabile che era allora il legno, è il patrimonio forestale della pianura. Venezia, costruita essa stessa su milioni di tronchi infissi sul fondo della laguna, ha anche, proprio nel legname, una delle principali merci di scambio con i mercati orientali. Ed è proprio Venezia - che, prima d'avventurarsi sui mari, "si fa le ossa" sulle acque interne - ad organizzare commercio e trasporti della preziosa mercanzia. Le esigenzedi prodotti agricoli connesse all'aumento della popolazione, e la conseguente messa a coltura delle aree liberate, renderanno permanente la deforestazione delle aree pianeggianti. Quando le possibilità di produzione di legname in pianura divengono insufficienti, è la montagna che, progressivamente, ne integra le necessità di approvvigionamento.
L'Adige è il secondo fiume d'Italia per lunghezza e portata. La prima parte del suo corso, dal Passo Resia a Verona, con l'imponente ramificazione dei suoi affluenti (Passirio, Isarco con Tálvera e Rienza, Avisio, Noce, Férsina, Leno, ……), si snoda, appunto, in un grande e boscoso bacino montano. Gli zattieri sanno formare e condurre carichi di legname e sono, spesso, direttamente interessati anche al suo commercio. La loro attività sull'Adige, nella doppia natura di conduttori e commercianti, è documentata fin dagli inizi del millennio testè concluso. E' del 1260, a Verona, il complesso e articolato statuto dell'Arte dei Radaroli (da rado, grande zattera): uno dei più antichi della città. Verona è il grande porto e mercato di arrivo e smistamento del legname della val d'Adige. Il legname serviva per l'edilizia e per le industrie della città: una città che, a metà del XIII secolo, si valuta avesse già una popolazione di 40.000 abitanti. Verona era però anche centro di smistamento verso i mercati del settentrione d'Italia: ovviamente per il legname, ma anche per tutte le merci, che, dirette a sud, si infilavano nel grande imbuto del bacino dell'Adige.
Le Fiere di Bolzano
Bolzano, sede di quattro frequentatissime fiere annuali, documentate già all'inizio del 1200, era la principale piazza di interscambio delle merci da e per i mercati italiani, per e da un'ampia area che dal Brennero, dal Resia e dalla Pusteria si apriva a ventaglio fino a raggiungere e superare il mar Baltico e il mare del Nord. Oltre all'interscambio locale vi era quindi un ulteriore importante flusso di merci - per qualche secolo tra i maggiori d'Europa - che poteva utilizzare il potenziale di trasporto delle zattere.
Sacco acquisirà, a partire dal XV secolo e fino all'inizio del XIX, un ruolo di primo piano proprio nella attività integrata di commercio del legname e trasporto di merci su zattera. Tra il 1584 (hdi allora la prima regolazione formale di una situazione già da tempo in essere) e il 1806, Sacco avrà, attraverso varie vicissitudini, la concessione, in formale monopolio, del servizio del trasporto discendente di merci tra Bolzano e Verona.
E' opportuno fissare schematicamente cosa questo monopolio (che i documenti qualificano come Privilegio, Feudo) abbia significato nell'arco di oltre due secoli: dalle fiere di Bolzano, le merci potevano essere avviate a valle
solo sulla via d'acqua, solo su zatteredi propriet`di saccardi, solo su zattere condotte da zattieri di Sacco.
Ad essere precisi, le merci venivano imbarcate a Bronzolo, una dozzinadi chilometri a sud di Bolzano. La localizzazione del porto a Bronzolo, dipende dalla sua collocazione a valle della confluenza dell'Isarco e, quindi, in riva a un Adige riccodi acque (l'Isarco, alla confluenza dei due corsi d'acqua, ha una portata all'incirca doppiadi quella dell'Adige). Va anche sottolineato che, poco a nord di Bronzolo, a Laives, una ripida valle, la Brantental (Vallarsa), porta ai boschi di Nova Ponente che erano il principale bacino di approvvigionamento di legname per zattera.
Perchè Sacco
L'acquisizione da parte di Sacco di questo ruolo preminente nei trasporti sull'Adige è frutto di un complesso di ragioni. Morfologia e posizione del sito sono tra queste: anche a Sacco, come già a Bronzolo, sembra che la geografia sia l'inizio obbligato di un racconto di storia. Ecco alcuni aspetti salienti di questo racconto di storia e geografia. - A Sacco, il Leno confluisce nell'Adige: il legname in fluitazione libera sul Leno, proprio a Sacco, prendeva quindIla strada dell'Adige in fluitazione legata. Zattere in transito sull'Adige; zattere da costruire e in partenza: nessuna sorpresa che questo abbia consentito ai saccardi l'acquisizione al più alto livello delle abilità professionali, più complesse di quanto si possa pensare, necessarie alla costruzione e alla conduzionedi zattere. E non dimentichiamo che la zattera è l'imbarcazione di un solo viaggio, alla fine del quale deve essere venduta. Abbiamo così completato la triade delle abilità professionali dei saccardi: costruzione di zattere, conduzione di zattere, commercio di legname.
- Anche se il viaggio, tra soste e impedimenti vari durava spesso più a lungo, la tratta Bronzolo/Verona poteva essere coperta in due giornidi navigazione. La navigazione era possibile solo alla luce del giorno. Sacco, posta a metà percorso, era quindi punto ideale per il necessario pernottamento.
- La navigazione tra Sacco e Verona, dove il fiume ha un percorso più accidentato e insidioso, esigeva, rispetto alla tratta da Bronzolo a Sacco, un carico più leggero, un equipaggio più numeroso, zattieri con particolare conoscenzadi quel trattodi fiume. In altre parole, a Sacco, il viaggio doveva essere riprogrammato.
- Sacco si trova sulla sponda interna di un'ampia ansa dell'Adige che qui si allarga (e anche più si allargava in passato), prima di insaccarsi nella strettoia tra il Montesèl e la collina di Castel Pradaglia. Il filo principale della corrente vi è tenuto stabilmente verso la riva esterna dell'ansa, la destra; acque più chete si allargavano, come detto, ad occupare, sulla riva sinistra, buona partedi quella che hdivenuta, interrata nel 1873, la piazzadi Sacco quale oggi la conosciamo. Era un punto ideale per l'aggancio e l'ancoraggio delle zattere.
- Sacco era il puntodi smistamento del traffico diretto al mercato lombardo: scaricate dalle zattere, le merci, dopo un viaggio su carri, venivano reimbarcate a Torbole per proseguire sulle acque del Garda.
- l'Adige, a Sacco, scorre, ed è una situazione quasi unica, tra due sponde rocciose. Questo significava alveo stabile, traffico sul fiume facilmente controllabile, possibilità di porre agevolmente in sicurezza le merci dalle piene del fiume.
- Nei vecchi estimi catastalIla propriet`di molti immobilidi Sacco h indicata con la locuzione "del Sovrano Principe" che, all'incirca, equivale alla moderna "proprietà demaniale". Da secoli, infatti, Sacco, croceviadi traffici, era anche un importante punto di esazione di dazi e pedaggi. Da qui la presenza di un consistente presidio di dipendenti pubblici (i daziali). Nella strettoia rocciosa subito a valle dell'abitato, tra due torrette, tuttora esistenti e visibili - veniva tesa una catena per impedire che, nottetempo, si potesse passare evadendo i pagamenti.
Ragioni di varia natura, tutte concorrenti a definire una specificità di Sacco rispetto agli altri centri pur variamente interessati al traffico sull'Adige. Nel 1509 Sacco, con Rovereto e parte della val Lagarina, viene aggregato alla contea del Tirolo (e, attraverso questa, alla corona d'Austria) che si trova cosl ad avere il controllo della via d'acqua tra Bolzano e Verona.
L'esigenza di una regolamentazione del trasporto merci che garantisse ai mercanti tariffe, affidabilità e regolarità di servizio è all'origine dell'idea del fornitore unico del servizio. Una sola controparte, organizzata e finanziariamente solida, doveva certo apparire la migliore soluzione nei rapporti coi mercanti, con le autorità mercantili di Bolzano e Verona, per l'esazione dei vari dazi e gabelle legati alle transazioni commerciali e ai trasporti.
Fosse per queste ragioni o per altre (fidelizzazione dei nuovi sudditi, esclusione dei trentini e dei veronesi da una cospicua fonte di entrate), sta di fatto che una situazione di preminenza e prestigio già acquisita dai Saccardi nel commercio di legname e nel trasporto di merci, porta, nel 1584, alla loro investitura del diritto esclusivo delle spedizioni con zattere sull'intera tratta Bronzolo-Verona. Attraverso successive revisioni e conferme, l'ultima concessa da Maria Teresa nel 1744, questo diritto esclusivo resterà in vigore fino al 1806.
Sacco, speditore unico
Vale la pena esaminare come il servizio fosse organizzato. Lo faremo riferendoci alla situazione in essere grazie all'ultima versione del Privilegio, quello concesso agli Spedizionieri di Sacco da Maria Teresa nel 1744. Come già detto, il monopolio nel trasporto mercidiscendente era in mani saccarde fin dal Privilegio rilasciato dall'arciduca Ferdinando II nel 1584. La distribuzione di compiti e di responsabilità tra quelli che chiameremo gli attori, aveva naturalmente avuto, nel tempo,diversi e mutevoli equilibri. Inseguire questa dinamica sui documenti è esercizio di fascino sorprendente.
I trasporti da Bolzano a Verona: gli attori
- Signori speditori di Sacco. In linguaggio attuale, potremmo definirli degli imprenditori. Si tratta didieci chiesa diparticolari Famigliedi Saccochiesa di titolari del chiesa diPrivilegio delle Spedizioni delle mercanziechiesa di. Per la precisione il documento era così titolato: Conferma del Graziosissimo Privilegio relativamente alla Spedizione de' Signori Fedrigotti e Compagni di Sacco ottenuta nell'anno 1744. Il Privilegio comportò il pagamento di un Laudemio (nel diritto feudale era il compenso dovuto dal vassallo al signore)di 53.564 fiorini. Gli Speditori mettono nell'impresa capitali e grande capacità organizzativa e di relazione. La loro attività era sottoposta a diversi vincoli e norme, parte integrante del Privilegio, a regolazione dei rapporti tra i soci; tra queste, i requisiti per l'inserimento dei membri delle famiglie titolari del Privilegio negli uffici e nelle attività della Compagnia nonchè dell'eventuale inserimento nella compagnia di altra famiglia: poteva essere solo un subentro per sostituzione essendo la Compagnia vincolata, oltre che all'appartenenza dei soci alla comunità di Sacco, anche al mantenimento del loro numero.
Si diceva del denaro: il flussodi capitali,di rilevante entità, era legato al commercio di legname, attività primigenia degli Speditori, e, ovviamente, all'esazione delle tariffe dei trasporti. Gli Speditori si avvalevano di collaborazioni normali (zattieri, maestri di zattera, carradori) o straordinarie (come quando si doveva ricorrere a trasporti via barca). Una gestione complessa e articolata che aveva come suo centro Sacco e manteneva uffici e depositi a Bolzano, Bronzolo e Verona. Un aspetto gestionale di particolare rilievo per complessità e spesa era la conduzione degli affarIlegali della Compagnia. Tra vertenze giudiziarie, trattative di varia natura, istanze e petizioni, i procuratori degli Speditori di Sacco erano di casa a Trento, Bolzano, Innsbruck, Vienna, Verona, Venezia.
Ladistribuzione ai soci di cospicui dividendi testimonia che da navigatori di fiume, gli Speditori si erano evoluti in abili navigatori di acque, quelle degli affari, non meno perigliose.
- Zattieri di Sacco: sanno costruire le zattere e condurle su un fiume di cui devono conoscere e prevedere le mutevoli insidie. Particolare interesse riveste la figura dei Maestridi Zattera: comandano la zattera durante la navigazione e sono tenuti alla supervisione della sua costruzione, alla corretta sistemazione del carico e al suodimensionamento, a definire, in funzione delle condizioni del fiume, momento della partenza e numero degli zattieri necessari. Prima della partenza da Bronzolo e da Sacco dovevano prestare giuramento solenne di aver ottemperato coscienziosamente ai loro compiti.
Il Privilegio stabiliva che Zattieri e Maestri di Zattera - associati nella Privilegiata Arte de' Zattieri - dovessero essere membri della Comunitàdi Sacco. Venivano chiamati dagli Speditori secondo le precedenze stabilite da un rotolo. Raggiungevano a piedi Bronzolo, sostando nelle osterie; dopo preparativi più o meno lunghi prendevano la via del fiume sulla strada di casa. Da Sacco, o tornavano a Bronzolo o ripartivano per Verona da dove, a piedi - altre marce, altre osterie, altra gente - rientravano a Sacco.
La presenza a Bronzolo di zattieri e addetti a uffici e depositi degli Spedizionieri, finì per creare nell'area una vera e propria colonia di saccardi testimoniata, ancor oggi, dalla presenzadi numerosi cognomi lagarini. Tra gli altri, vivono tuttora a Bronzolo idiscendentidi un ramo della famiglia Fedrigotti.
- Mercanti delle fiere di Bolzano. Sono i clienti degli Speditori di Sacco. Sono mercanti italiani che devono spedire le merci acquistate a Bolzano. O mercanti tedeschi in transito con le loro merci per raggiungere altri mercati o fiere: le date delle fiere di tutta Italia sono un assillo costante degli Speditori di Sacco. - Autorità di Bolzano, viennesi, enipontane (niente paura, nel linguaggio dei secoli passati vuol dire semplicemente "di Innsbruck") e veronesi. Gli Speditori e gli zattieridi Sacco interagiscono fittamente, anche in modo conflittuale, con le autorità preposte al regolare svolgimento dei traffici. Il resocontodi questi rapporti (processi, memorie, petizioni, proteste) è forse la prima fonte di informazioni su spedizioni, zattere e zattieri. - Le Carrarie. Gli Speditori di Sacco, cuIle merci venivano consegnate in fiera, a Bolzano, si avvalevano della Carrariadilaives, compagniadi carradori, per il trasporto fino aIloro depositi di Bronzolo, in attesa dell'imbarco. La stessa cosa avveniva a Sacco - la Carraria di lizzana era il principale fornitore del servizio - per le merci che dovevano raggiungere il Garda. - Contadini, montanari. così vengono definiti nei documenti i fornitori del legname necessario alla formazione delle zattere. Sono i proprietari dei boschi di Nova Ponente, principale bacino di approvvigionamento dei tronchi per le zattere. I tronchi raggiungevano l'Adige, attraverso la ripida Brantental, a Laives poco a monte di Bronzolo. Quello tra Speditori di Sacco e contadini di Nova Ponente fu un rapporto di grande interesse e di grande conflittualità. I montanari di Nova Ponente avevano, spesso, come unici clienti gli Speditori di Sacco. Da Bronzolo, infatti, per tutelare il patrimonio forestale, in certi periodi, potevano prendere l'Adige solo zattere cariche di merci e solo i saccardi potevano spedire merci sull'Adige. - Paroni di Pescantina. A Pescantina, poco a nord di Verona, aveva sede la principale corporazione operante nel traffico con barche (i burchi) sull'Adige. Per risalire il fiume le barche erano trainate, dalle strade alzaie, da buoi o cavalli. Anche Sacco era stazione di attiraglio, di cambio cavalli. Il Paròn, era il padrone e comandante del burchio. Avveniva talvolta che, per mancanza di legname per zattere o per le condizioni delle acque, gli speditori di Sacco dovessero ricorrere alle barche dei Paroni (o della corporazione dei barcaioli di Trento), per garantire continuità al loro servizio. Normalmente si trattava di un servizio di navetta, limitato al superamento di un ostacolo o al raggiungimento di un punto in cui fosse disponibile legname per zattere.
Sacco: lo stupore
Stupore? Indagare la storia di Sacco provoca proprio questo: stupore. Già sorprende che un piccolo paese come Sacco - raggiungerà le mille anime nella seconda metà del '600 - abbia saputo farsi posto su una scena di questa importanza e complessità. Che questo ruolo abbia saputo accrescerlo e tenerlo per secoli è senza dubbio stupefacente. Per spiegarlo, bisogna certo ripensare alla fortunata serie di circostanze elencate al paragrafo Perchè a Sacco. Ma occorre, forse, un'aggiunta: il dinamismo dell'attività e i suoi rischi, anche fisici, le relazioni con le diverse comunità, la vita lontano da casa, probabilmente dettero ai saccardi quello che qualcuno, oggi, chiamerebbe un vantaggio competitivo. Vantaggio competitivo di comunità, poiché l'intera comunità era coinvolta nella vita dei traffici, degli affari, della strada, del mobile fiume.
E', forse, grazie a questo vantaggio, fatto di dinamismo, di duttilità,di intraprendenza,di prontezza di riflessi, di apertura al nuovo,di valutazione e accettazione del rischio, che i saccardi impararono a destreggiarsi in un mondo che allora, non meno di oggi, presentava insidie e tranelli o, se si preferisce, gorghi insidiosi. Sicuramente troppo facile, ma a Sacco, sull'Adige, obbligata, la metafora del 'sapersi mantenere a galla'. E' questo che i saccardi dovettero imparare. Lo impararono così rapidamente e così bene da costruirci una storia ancor oggi capace di stupirci.
La fine del Privilegio
La fine di questa epopea è tutta esterna a Sacco; altrimenti, c'è da giurarci, i saccardi porterebbero ancor oggi zattere sull'Adige. Resia e Brennero, e di conseguenza Bolzano e l'Adige, persero, a partire dalla seconda metà del settecento, aliquote significative di traffico a favore di altri canali favoriti da Vienna. In questo filone va il rafforzamento dei porti di Trieste e di Fiume, sviluppati in concorrenza con Venezia, e favoriti anche per le merci in uscita. Nei traffici via terra si assistette al progressivo affermarsi, a scapito di quelle di Bolzano, delle fiere di Chiavenna, meglio collegate con il ricco milanese austriaco e con i domini lombardi della Serenissima. Oltre a questo, il miglioramento e la maggiore sicurezza della rete stradale erosero, almeno in parte, il grande vantaggio di cui indubbiamente godeva il trasporto sull'acqua. Un complesso di cause che, al momento della soppressione del Privilegio (è del 1806, opera del governo bavarese) aveva notevolmente ridimensionato i volumi di traffico.
Il privilegio non verrà più rinnovato. Il traffico merci sull'Adige mantenne comunque un certo rilievo - con speditori saccardi ancora in evidenza - fino all'arrivo della ferrovia; aperta già nel 1859 tra Trento e Verona, divenne operante dal 1869 sull'intera tratta Bolzano/Verona. La pura fluitazione resse ancora. Fino ai primi decenni del secolo scorso l'Adige vide ancora scendere zattere: senza ingombro di merci, come era stato in origine. Il fiume perse la sua centralità nella vita di Sacco. Il ponte, nel 1871, aveva cancellato un'altra secolare attività, quella del traghetto (o porto, come si chiamava, e come si dovrebbe ricordare per evitare ambiguità con il significato che noi diamo alla parola). Con il ponte e la ferrovia, la doppia natura del fiume, insieme impedimento e via di comunicazione, venne in qualche modo cancellata. Il rapporto con paesi vicini, lontani perchè dall'altra parte del fiume, col ponte si fece più stretto e, appunto, vicino. E il rapporto con paesi e città lontane, vicine perchè sulle rive dello stesso fiume, quando il fiume cessò di essere via di comunicazione, si allentò, restituendo paesi e città alla loro lontananza. L'Adige conosce, oggi, una crescente attenzione per la sua valenza turistica e ricreativa. Il passato ci ha lasciato, sulle sue rive, questo bellissimo borgo: solo a Sacco il fiume scorre nel centro del paese. E il racconto, in tanti segni tuttora leggibile, dei suoi rapporti col fiume, ha il fascino della unicità. Con poco, molto poco, si può agganciare il godimento della dimensione paesistica del fiume, della frescura delle sue rive nelle sere estive, con il recupero della sua storia. Dopotutto nessuno, anche se esce solo per passeggiare o pedalare, può scordarsi a casa intelligenza e curiosità. Chissà perchè noi pensiamo che il fiume sia più bello se possiamo "vedere" sulle sue acque zattere e zattieri o immaginare di scansare, sulla ciclabile, un cavallo che traina verso monte un burchio col suo paròn a bordo.
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